31 ottobre 2008

Scuola:il decreto Gelmini è legge

ROMA - Il decreto Gelmini (il 137 del 2008) è legge. Il Senato ha approvato con 162 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astenuti il provvedimento che porta il nome del ministro dell'Istruzione e che prevede, tra le altre cose, il ritorno dal 2009-2010 delle classi con il maestro unico nella scuola primaria e il voto in condotta che farà media con quelli conseguiti nelle altre materie (la scheda). «La scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà, del merito e dell'educazione» ha detto la Gelmini dopo il voto al Senato, annunciando che entro una settimana metterà mano a un piano che riguarda l'Università.

18 settembre 2008

Prostituzione

Nove associazioni contro il ddl Carfagna. ''Non ci piace''

Netta contrarietà di Asgi, Gruppo Abele, On the Road, Caritas Italiana, Cnca, Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute, Consorzio Nova, Dedalus, Save the Children e dal Comune di Venezia. ''Ok la sicurezza, ma le vittime?''

 Lo dicono forte e chiaro: no, il disegno di legge sulla prostituzione del governo italiano non ci piace proprio. E se si vuole dare una risposta al disagio dei cittadini nei confronti di questo fenomeno non ci sono scorciatoie: le esigenze di sicurezza vanno tenute sì in considerazione, ma vanno anche contemperate con la tutela dei diritti delle vittime di sfruttamento sessuale, con il sostegno all'inclusione sociale per chi si prostituisce e vorrebbe un'alternativa e con il contrasto delle organizzazioni criminali. Il messaggio arriva da un cartello di nove organizzazioni che da anni operano nel settore della prostituzione e della tratta (Asgi, Associazione Gruppo Abele, Associazione On the Road, Caritas Italiana, Cnca, Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute, Consorzio Nova, Dedalus, Save the Children) e dal Comune di Venezia, che negli ultimi anni si è distinto per impegno e originalità di interventi. E per meglio sottolineare il messaggio, le organizzazioni hanno inviato al governo italiano un documento ricco di analisi e proposte sul tema, a cui hanno giù aderito più di cinquanta enti, tra associazioni, Regioni, Province e Comuni.

Il punto di partenza del documento è che quel "modello italiano" che ha fatto diventare il nostro Paese un punto riferimento nello scenario internazionale in materia di tutela delle vittime di grave sfruttamento e di tratta deve essere non solo salvaguardato, ma rafforzato. Perché negli anni passati questo modello ha permesso di proteggere le persone sfruttate o vittime di tratta che decidono di uscire dal racket, proponendo loro percorsi di formazione e inserimento sociale e lavorativo. E al tempo stesso ha favorito la denuncia degli sfruttatori e ha rafforzato la collaborazione tra enti locali, associazioni, magistratura e forze dell'ordine. Mentre vietare la prostituzione in strada - come previsto nel disegno di legge - non rappresenta certo una risposta al problema, ma soltanto una misura per spostare le donne in luoghi meno accessibili agli operatori e alle forze dell'ordine

Ecco dunque i punti salienti del documento: la prostituzione non è una questione di ordine pubblico, ma una questione sociale e vietarne l'esercizio in strada è non solo inefficace, ma anche controproducente. E poiché si tratta spesso di una forma di tratta e riduzione in schiavitù devono essere fatti tutti gli sforzi possibili per dare alle vittime possibilità di affrancamento e di tutela. Inoltre, occorre offrire alternative concrete e possibilità di inclusione sociale alle persone coinvolte, dal momento che la prostituzione, soprattutto quella di strada, è esercitata spesso da persone con serie difficoltà economiche e sociali (anche donne italiane) o da persone discriminate che spesso non hanno alternative (come le transessuali). Il ddl, poi, non considera che chi si prostituisce non commette alcun reato, ma anzi è spesso vittima. Insomma, il giro di vite varato dal Governo finisce per avvantaggiare gli sfruttatori, danneggiando le vittime. Particolarmente delicata è anche la questione dei minori che si prostituiscono: perché l'articolo che ne stabilisce il rimpatrio - spiega il documento - ignora le norme internazionali che prevedono che i minori dovrebbero essere rinviati nel loro Paese di origine solo nei casi in cui tale misura corrisponde alla realizzazione del loro superiore interesse.

Tra le proposte delle organizzazioni troviamo invece - oltre a un'applicazione più incisiva della Legge Merlin, dell'articolo 18 del Testo Unico Immigrazione e della legge sulla tratta - un impegno più consistente per la formazione degli operatori che operano sul campo e la ratifica della Convenzione del Consiglio d'Europa contro la tratta, che l'Italia non ha ancora ratificato. Accanto a questo il documento auspica l'attivazione di percorsi di inserimento sociale e lavorativo per le vittime, la promozione di attività di mediazione dei conflitti nei territori dove l'esercizio della prostituzione solleva problemi, la realizzazione di maggiori collegamenti con i Paesi d'origine delle vittime di tratta e la speciale salvaguardia dei minori coinvolti in attività di prostituzione. (ap)

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02 agosto 2008

Veltroni ed internet

Roma, 1 ago. (Apcom) - Walter Veltroni 'legge' la nuova realtà di Internet come uno spazio sociale di condivisione, una rivoluzione che riguarda tutti i cittadini. Nel testo pubblicato sul suo profilo personale nel sito di social networking Facebook, il segretario del Partito democratico osserva: "Da qualche tempo qualcosa di profondamente nuovo fa parte del nostro modo di vivere, pensare, guardare agli altri e al mondo. Facebook, MySpace, Flickr, Twitter sono entrati a far parte del nostro quotidiano. 'Social network', come si usa dire. Luoghi nei quali scambiare opinioni e idee, mandare un saluto ad amici lontani, raccontare di noi ad una persona cara, attraverso immagini e foto non smettere mai di sforzarci di comprendere e conoscere ciò che ci circonda".

Per Veltroni la nuova forma di Internet è "uno spazio aperto, senza barriere, in cui privato e pubblico si mescolano, capace di motivare all'ascolto, di attivare la propensione a farci carico degli altri. Luoghi in cui conversare, cioè intrecciare emozioni e linguaggio, configurare il mondo in cui viviamo. Pian piano, di post in post, di questi 'spiazzi' nella rete avvertiamo l'importanza. Perché riguardano eventi, persone, idee, parole, suoni ai quali noi attribuiamo valore. E che ci aiutano a stare in mezzo agli altri, a vivere meglio, in modo più pieno e consapevole".

"Per questo, nel leggere della causa di Mediaset contro YouTube e Google, per prima cosa - scrive Veltroni - mi viene da pensare a quale idea di media sia giusto ispirarsi. Internet e le nuove tecnologie portano con sé una rivoluzione epocale. Per ogni cittadino, la rete significa forme nuove di condivisione, produzione, critica, trasmissione e diffusione dell'informazione".

"Qualcosa - aggiunge il leader del Pd - che ha a che fare con la libertà, la crescita dell'opinione pubblica, la qualità della nostra democrazia.Per questo guardo a questa polemica come a un discrimine tra il vecchio e il nuovo mondo, tra un'idea chiusa e regressiva ed una aperta ed avanzata. Credo con forza che siano mature le condizioni per una legislazione basata sulla libertà della comunicazione e della diffusione, che al tempo stesso tuteli il lavoro degli autori e dei creativi".

"E penso - conclude Veltroni - che possa nascere finalmente una televisione nuova, in cui la condivisione e la partecipazione degli utenti (di noi cittadini nella rete) rompa gli schemi e riconquisti la creatività, la libertà, l'utilità alle potenzialità di questo mezzo straordinario.

13 maggio 2008

Il governo ombra di Veltroni

Walter Veltroni, per rispondere al governo Berlusconi che ha appena giurato davanti al Presidente della Repubblica, ha deciso i nomi del suo esecutivo ombra. Ecco ministri e curriculum:

Affari Esteri e Italiani nel mondo: Piero Fassino. Nato ad Avigliana di Torino nel 1949, laureato in scienze politiche, fino alla nascita del Pd è stato segretario dei Ds. Nel primo governo Prodi ha ricoperto l'incarico di sottosegretario e successiovamente ministro del commercio estero e poi di grazia e giustizia. Attualmente ricopre l'incarico di inviato dell'Unione europea per la Birmania.

Interno: Marco Minniti. Nato a Reggio Calabria nel 1956, laureato in filosofia, Segretario negli anni 90 del Pds calabrese, è stato sottosegretario alla presidenza del consiglio nel governo D'Alema e viceministro dell'Interno dal 2006 al 2008. E' segretario regionale del Pd in Calabria.

Giustizia: Lanfranco Tenaglia. Nato a Chieti nel 1961 laureato in giurisprudenza, è stato eletto deputato nel 2008 ha lungamente svolto la sua attività in magistratura in Veneto, a Venezia è stato giudice del Tribunale civile, in precedenza aveva lavorato a Treviso.
Economia e Finanze: Pierluigi Bersani. E' nato a Bettola (Piacenza) nel 1951, laureato in filosofia, prima consigliere regionale poi presidente della Regione Emilia Romagna, Dal 1996 al 99 è stato ministro dell'industria e commercio, quindi fino al 2001 ministro dei trasporti. E' tornato nel 2006 a ricoprire la carica di ministro, stavolta valle attività produttive fino al 2008.

Istruzione Università e Ricerca: Maria Pia Garavaglia. Nata nel 1947 in provincia di Milano è stata Ministro della Sanità del Governo Ciampi e commissario straordinario della Croce Rossa Italiana dal 1995 al 1998 e presidente dal 1998 al 2002. Nel giugno 2003, è stata nominata vicesindaco di Roma e riconfermata nel maggio 2006.

Sviluppo Economico: Matteo Colaninno. Nato nel 1970 a Mantova è un imprenditore che ha ricoperto l'incarico di vicepresidente del gruppo Piaggio e della Banca popolare di Mantova.È stato presidente nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria, nonché vicepresidente di Yes for Europe, la confederazione europea dei giovani imprenditori. Eletto nel 2008 in parlamento per il Pd.

Lavoro Salute e Politiche sociali: Enrico Letta. Pisano, 41 anni, nel novembre del 1998, diventa a 32 anni il più giovane ministro della stria repubblicana andando a guidare le Politiche comunitarie. Nel 2000 è ministro dell'Industria, Commercio e Artigianato. Nel 2001 diventa deputato, per la prima volta. Nel 2006 è stato sottosegretario alla presidenza del Consiglio del governo Prodi.

Difesa: Roberta Pinotti. Nata a Genova nel 1961, laureata in lettere moderne, dopo aver insegnato è stata eletta consigliere comunale a Genova e poi assessore alla scuola, alle politiche giovanili e alle politiche sociali della provincia di Genova dal 1993 al 1997, assessore alle Istituzioni scolastiche di Genova dal 1997 al 99 e segretaria provinciale dei DS dal 1999 al 2001. Deputata nel 2001 ha presieduto la commissione difesa della Camera. Alle elezioni del 2008 è stata eletta al Senato. E' membro dell'esecuto del Pd dove ricopre l'incarico di responsabile della sicurezza.

Politiche Agricole e Forestali: Alfonso Andria. Nato a Salerno nel 1952 è laureato in giurisprudenza, è stato consigliere comunale di Salerno e presidente della provincia, esponente della Margherita è deputato del Parlamento europeo, dal 2004 per la lista Uniti nell'Ulivo, iscritto all'Alde.

Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare: Ermete Realacci. Nato a Sora nel 1951 ambientralista e fondatore di Legambiente, deputato dal 2001 ha guidato nella precedente legislatura la commissione ambiente della Camera. Vicepresidemte del Kyoto club, unione di varie istituzioni e imprese impegnate per la riduzione dei gas-serra, presiede anche . Symbola - la Fondazione per le qualità italiane.E' stato nell'esecutivo della Margherita e ora in quello del Pd come e responsabile della comunicazione del partito.

Infrastrutture e Trasporti: Andrea Martella. Nato a Portogruaro (Venezia) nel 1968, si è laureato in lettere e filosofia. Deputato dal 2006 è stato confermato alla Camera nel 2008. Dirigente di partito

Beni e Attività Culturali: Vincenzo Cerami. Nato a Roma nel 1940 è uno scrittore e sceneggiatore. Allievo di Pier paolo Pasolini e suo aiuto regista nel film Uccellacci e uccellini ha scritto sceneggiature e romanzi il suo primo libro Un borghese piccolo piccolo lo rivela anche grazie al film di Monicelli con Sordi. Romanziere ma anche saggista e poeta collabora da tempo con Roberto Beningni: sua la sceneggiatura di La vita è bella, vincitore dell'Oscar nel 1999. E' nell'esecutivo del Pd come responsabile della cultura.

Comunicazione: Giovanna Melandri. Nata a New York nel 1962, laurea in Economia e Commercio, è stata ministro dei Beni Culturali nel 1998 e ministro per le Politiche giovanili nel 2006.

Riforme per il Federalismo: Sergio Chiamparino. Sindaco di Torino dal 2001, nel 2006 è stato rieletto con il 66% dei consensi.

Rapporti con le Regioni: Mariangela Bastico. Nata a Modena nel 1951. Laureata in Scienze Politiche a Bologna, nel 1994 è stata eletta sindaco di Modena. Consigliere Regionale in Emilia Romagna, è stata Assessore regionale alla Scuola, Formazione Professionale, Università, Lavoro e Pari Opportunità dal 2000 al maggio 2006. Nel 2006 ha ricoperto la carica di Viceministro alla Pubblica Istruzione.Pubblica amministrazione e Innovazione: Linda Lanzillotta. Nata a Cassano Ionio nel 1948, è stata funzionario della Camera dei deputati. Nel 1993 è stata Assessore all’Economia del Comune di Roma. Eletta alla Camera nel 2006, nel governo Prodi è stata ministro per gli Affari regionali e le Autonomie locali.

Pari opportunità: Vittoria Franco. Nata nel 1949 in provincia di Cosenza, docente di filosofia alla Scuola Normale Superiore di Pisa, è stata eletta in Parlamento nel 2001. Nella scorsa legislatura ha ricoperto la carica di presidente della Commissione Cultura del Senato. Come parlamentare si è occupata dei temi eticamente sensibili, dei diritti delle donne, oltre che di scuola, università, ricerca, cultura e spettacolo.

Semplificazione Normativa: Beatrice Magnolfi. Nata a Firenze nel 1951 è laureata in lettere moderne. Ha insegnato al liceo e poi all'università di Firenze. Eletta nelle file del Psi è stata assessore alla cultura della provincia di Firenze e all'innovazione tecnologica del comune di Prato. Nel 2001 è stata eletta alla Camera per i Ds, nel 2006 eletta al Senato. E' stata sottosegretaria dal 2006 al 2008 all'innovazione nella Pubblica Amministrazione.

Politiche Comunitarie: Maria Paola Merloni. Nata a Roma nel 1963, laureata in Scienze politiche, imprenditrice. E’ stata presidente della Confindustria Marche. Eletta in Parlamento nel 2006.

Attuazione del Programma: Michele Ventura. Nato a Sesto Fiorentino (Firenze) il 23 dicembre 1945. E’ stato vice sindaco di Firenze, consigliere regionale, vice presidente del consiglio regionale e assessore alle attività economiche e produttive. E’ stato deputato nelle legislature XIII e XIV.

Politiche per i Giovani: Pina Picierno. Ventisei anni, originaria di Teano, è stata capolista alla Camera in Campania. Ex presidente federale dei giovani della Margherita, si è finora divisa tra la passione per il volontariato nella Croce Rossa, la politica e il lavoro di consulente in comunicazione, oltre a collaborare con la cattedra di «Metodologia e Tecniche della Ricerca Sociale» all’Università di Salerno.

Il Segretario del Partito Democratico Walter Veltroni presiede il Governo ombra.
Ne fanno altresì parte il Vicesegretario Dario Franceschini e i Capigruppo di Camera e Senato Antonello Soro e Anna Finocchiaro. Enrico Morando e Riccardo Franco Levi svolgeranno rispettivamente le funzioni di Coordinatore e Portavoce.

01 maggio 2008

Primo Maggio

Le origini del 1°maggio

Il 1° maggio nasce il 20 luglio 1889, a Parigi. A lanciare l'idea è il congresso della Seconda Internazionale, riunito in quei giorni nella capitale francese :
"Una grande manifestazione sarà organizzata per una data stabilita, in modo che simultaneamente in tutti i paesi e in tutte le città, nello stesso giorno, i lavoratori chiederanno alle pubbliche autorità di ridurre per legge la giornata lavorativa a otto ore e di mandare ad effetto le altre risoluzioni del Congresso di Parigi".
Poi, quando si passa a decidere sulla data, la scelta cade sul 1 maggio. Una scelta simbolica: tre anni prima infatti, il 1 maggio 1886, una grande manifestazione operaia svoltasi a Chicago, era stata repressa nel sangue.

Man mano che ci si avvicina al 1 maggio 1890 le organizzazioni dei lavoratori intensificano l'opera di sensibilizzazione sul significato di quell'appuntamento.

"Lavoratori - si legge in un volantino diffuso a Napoli il 20 aprile 1890 - ricordatevi il 1 maggio di far festa. In quel giorno gli operai di tutto il mondo, coscienti dei loro diritti, lasceranno il lavoro per provare ai padroni che, malgrado la distanza e la differenza di nazionalità, di razza e di linguaggio, i proletari sono tutti concordi nel voler migliorare la propria sorte e conquistare di fronte agli oziosi il posto che è dovuto a chi lavora. Viva la rivoluzione sociale! Viva l'Internazionale!".
Monta intanto un clima di tensione, alimentato da voci allarmistiche: la stampa conservatrice interpreta le paure della borghesia, consiglia a tutti di starsene tappati in casa, di fare provviste, perché non si sa quali gravi sconvolgimenti potranno accadere.

Da parte loro i governi, più o meno liberali o autoritari, allertano gli apparati repressivi.
In Italia il governo di Francesco Crispi usa la mano pesante, attuando drastiche misure di prevenzione e vietando qualsiasi manifestazione pubblica sia per la giornata del 1 maggio che per la domenica successiva, 4 maggio.

In diverse località, per incoraggiare la partecipazione del maggior numero di lavoratori, si è infatti deciso di far slittare la manifestazione alla giornata festiva.

Del resto si tratta di una scommessa dall'esito quanto mai incerto: la mancanza di un unico centro coordinatore a livello nazionale - il Partito socialista e la Confederazione generale del lavoro sono di là da venire - rappresenta un grave handicap dal punto di vista organizzativo. Non si sa poi in che misura i lavoratori saranno disposti a scendere in piazza per rivendicare un obiettivo, quello delle otto ore, considerato prematuro da gran parte dei dirigenti del movimento operaio italiano o per testimoniare semplicemente una solidarietà internazionale di classe.

Proprio per questo la riuscita del 1 maggio 1890 costituisce una felice sorpresa, un salto di qualità del movimento dei lavoratori,che per la prima volta dà vita ad una mobilitazione su scala nazionale, per di più collegata ad un'iniziativa di carattere internazionale.

In numerosi centri, grandi e piccoli, si svolgono manifestazioni, che fanno registrare quasi ovunque una vasta partecipazione di lavoratori. Un episodio significativo accade a Voghera, dove gli operai, costretti a recarsi al lavoro, ci vanno vestiti a festa.
"La manifestazione del 1 maggio - commenta a caldo Antonio Labriola - ha in ogni caso superato di molto tutte le speranze riposte in essa da socialisti e da operai progrediti. Ancora pochi giorni innanzi, la opinione di molti socialisti, che operano con la parola e con lo scritto, era alquanto pessimista".
Anche negli altri paesi il 1 maggio ha un'ottima riuscita:
"Il proletariato d'Europa e d'America - afferma compiaciuto Fiedrich Engels - passa in rivista le sue forze mobilitate per la prima volta come un solo esercito. E lo spettacolo di questa giornata aprirà gli occhi ai capitalisti".
Visto il successo di quella che avrebbe dovuto essere una rappresentazione unica, viene deciso di replicarla per l'anno successivo.
Il 1 maggio 1891 conferma la straordinaria presa di quell'appuntamento e induce la Seconda Internazionale a rendere permanente quella che, da lì in avanti, dovrà essere la "festa dei lavoratori di tutti i paesi".Continua...

25 aprile 2008

25 Aprile:La Liberazione

Il 25 aprile 1945 i partigiani liberano Milano dall’occupazione dei nazisti e dai fascisti. Anche la popolazione civile insorge e vaste zone dell’Italia settentrionale - e molte città - vengono liberate prima dell’arrivo delle truppe anglo-americane che, dopo aver superato l’ultimo ostacolo della Linea Gotica in Toscana, incalzano le truppe tedesche in ritirata nella pianura Padana. In Europa, intanto, l’Armata Rossa sovietica dilaga in territorio tedesco e giunge alle porte di Berlino mentre gli anglo-americani, dopo lo sbarco in Normandia, avanzano attraverso il Belgio; Hitler, di fronte alla disfatta, si suicida nel suo bunker. Più di cinque anni dopo l’invasione tedesca della Polonia, dunque, la guerra mondiale giunge al suo epilogo (il Giappone invece si arrenderà solo in settembre, dopo lo sgancio di due bombe atomiche da parte degli americani).
In Italia, l’ultimo inverno di guerra è terribile. Gli Alleati sono bloccati sulla Linea Gotica, che taglia la penisola da est ad ovest all’altezza della Toscana, mentre le atrocità dei nazisti ai danni della popolazione civile si moltiplicano. Solo all’inizio della primavera il generale Alexander lancia l’offensiva finale: il 21 aprile gli anglo-americani entrano a Bologna e si aprono definitivamente la strada verso la valle del Po. Le bande partigiane, contemporaneamente, attaccano le città ancora occupate, dove la popolazione civile insorge contro i nazisti e i fascisti. Entro il 25 aprile i centri maggiori (Milano, Bologna, Genova, Venezia) vengono liberati, alcuni giorni prima dell’arrivo delle truppe alleate.
L’ultimo atto del fascismo è il tentativo di fuga prima e la fucilazione poi di Benito Mussolini. All’inizio dell’insurrezione di Milano il dittatore è ancora in città e, di fronte al precipitare degli eventi, tenta di concordare col Comitato di liberazione nazionale una resa onorevole. I dirigenti del Cln-Ai però sono irremovibili nel pretendere la resa senza condizioni. Mussolini allora decide la fuga, travestito da soldato tedesco e sotto la scorta delle SS, verso la Svizzera (col progetto di riparare poi in Spagna, ancora governata dal generale Franco). Giunto nei pressi della frontiera, però, a causa delle difficoltà di superare il confine, il gruppo si unisce a un distaccamento tedesco in ritirata. A Dongo il dittatore viene riconosciuto e catturato da un gruppo di partigiani.
La ricostruzione dettagliata delle ultime ore di vita del duce dopo la cattura e le circostanze della sua esecuzione sono tutt’oggi al centro di un fitto dibattito storiografico e ancora non è stata fatta piena luce su molti dettagli. Secondo la versione ufficiale egli viene subito fucilato per ordine del Cln-Ai, insieme all’amante Claretta Petacci che lo ha seguito nella fuga. Il 29 aprile i loro corpi vengono esposti, insieme a quelli di altri gerarchi, in Piazzale Loreto a Milano, appesi a testa in giù alla tettoia di un distributore di benzina (nello stesso luogo dove in precedenza erano stati ammucchiati i cadaveri di 15 partigiani).
Nei giorni seguenti si verificano varie esecuzioni sommarie e si consumano molte vendette contro "repubblichini" e collaborazionisti, ritenuti autori o complici delle violenze commesse negli anni dell’occupazione. Si conclude così, con questo tragico epilogo, un periodo caratterizzato da venti anni di dittatura fascista e da cinque anni di guerra.